Caltagirone la “Regina dell’Italia meridionale”

Posted by on March 08, 2015 .

Vogliamo rendervi semplice ed essenziale il percorso tracciato dalla creta nei secoli e solcato in alcuni territori particolarmente, inquadrando la ceramica siciliana nel settore artistico-artigianale.

Testimone del nostro cammino, è un cratere greco a figure rosse e nere, realizzato a Caltagirone nel 570 a.C.; questo “trofeo”, raffigura la divinità Athena protettrice delle arti, intenta a “sorvegliare” un maestro vasaio con il suo operaio, nell’attimo in cui realizzano una giara (Museo regionale della Ceramica a Caltagirone – Giardino Pubblico); possiamo iniziare quindi, da questo memorabile esempio, il felice cammino e le “predestinate” creazioni dei ceramisti siciliani.

Un lungo salto temporale, ed eccoci nel 700 d.C., periodo in Sicilia di colonizzazioni spagnole e magrebine; questi popoli, furono per i “mastri cannatari”, i padri della ceramica invetriata ovvero la proto maiolica. Federico II e, l’operazione estetica in Sicilia è completa: da Palermo a Trapani, passando per Sciacca e Burgio, da Messina a Siracusa, radicando la cultura ceramica a Caltagirone; ora, catini con araldiche nobiliari, simboli monastici e stemmi dei cavalierati, poi, figure apotropaiche incorniciate entro decorazioni magrebine, inoltre, anfore, versatoi , rivestimenti e, la meraviglia di tutto questo, sta nel riconoscere simbologie musulmane “sposate” a quelle cristiane; quanto sapere, quanta tolleranza tra i popoli: la creta, viatico di pace, fratellanza e cultura ovvero, la mediterraneità!

1693, anno del terribile terremoto che, distruggerà gran parte del territorio nel Val di Noto; bisognerà ricostruire. Nel frattempo, le località ceramiche della Sicilia occidentale, subiranno le influenze stilistiche dall’Italia nord europea invece, Caltagirone che, ha subito un disastroso azzeramento  di edifici, soprattutto di vite umane, ripartirà seguendo i “nuovi schemi” portati dagli architetti in luogo per la riedificazione (Gagliardi, Bonajuto) ovvero quello chiamato “barocco” ma, attenzione a non confonderlo con il leccese, poiché il barocco siciliano, ha tendenze spagnole come, avranno tendenze barocche le nuove “maioliche” caltagironesi e, siamo tentati a dirvi che per Caltagirone, il ‘700 fu il periodo più splendido, tanto da superare, con i suoi versatoi a rilievo d’acanto, con le sue lumiere e i suoi vasi antropomorfi, con i rivestimenti in tutte le Chiese della val di Noto, le ceramiche del Sud Italia quindi, le venne attribuito il nome di “Caltagirone, la Faenza del Sud”!

‘800, periodo dell’unificazione d’Italia; sorge, grazie all’impianto di industrie partenopee, a Santo Stefano di Camastra, la ceramica di tipo seriale (rivestimenti da pavimentazioni, oggettistica d’uso comune) e, Caltagirone, subirà una tremenda crisi economica nel settore ma, non tutto sarà perduto, infatti, grazie alla maestria di alcuni figurinai locali che, partendo dai soggetti presepiali, arriveranno alla rappresentazione di figure veriste della vita popolare, il nome della Città della Ceramica, sarà salvo tanto, da confrontare le belle “statuine” dei figurinai caltagironesi a quelle partenopee di S. Gregorio Armeno.

Il novecento, sarà il momento di riordinare e conservare le tradizioni locali e, ecco veder nascere le scuole Artistiche di Ceramica; partirà Caltagirone (1918), per volontà di Don Luigi Sturzo, mezzo secolo più tardi e apriranno le Scuole di Santo Stefano di camastra e Sciacca e da allora, sarà la fortuna sia dei maestri ceramisti rimasti in attività che, si troveranno in queste strutture a impartire lezioni pratiche, che, degli studenti, i quali, allargando l’orizzonte, vedranno in prospettiva futura, l’apertura delle loro botteghe, quelle che, oggi, potete ammirare nei centri ceramici siciliani descrittovi in questo breve racconto.

Attenti quando comprate! I ceramisti siciliani, non hanno una lista del più o meno bravo, tutti, sono figli della cultura oramai iniettata nel loro sangue ma, quando acquisterete, cercate di trovare in ogni oggetto, apposti la firma dell’autore e la provenienza; solo quegli oggetti, appartengono alla tradizione, il resto, è frutto di copiatura e contraffazione; per quanto riguarda la bellezza delle opere, difficilmente troverete cattive manifatture poiché, ogni ceramista, lavora in simbiosi con il suo luogo d’origine quindi, crea, trasforma e espone, quanto gli è stato donato da questo meraviglioso territorio.

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